Consulenza psicologica e psicoterapia
Dr.ssa Sandra Pierpaoli (Psicologa e Psicoterapeuta)
CONSULENZA PSICOLOGICA INDIVIDUALE E DI COPPIA
Una consulenza psicologica consiste in alcuni colloqui, incentrati su una tematica precisa che si sente il bisogno di mettere a fuoco e sviscerare e per la quale si desidera ricevere un orientamento e un sostegno.
Attraverso la consulenza, diventerà più chiaro come affrontare il problema , come collocarlo nella propria vita attuale, nelle proprie scelte future ed eventualmente rispetto alla propria storia personale.
Può costituire un aiuto durante passaggi significativi del ciclo vitale, che implicano importanti e spesso sconvolgenti cambiamenti, di fronte ai quali si può essere impreparati. Il lavoro sarà in questo caso incentrato sull’espressione e l’elaborazione delle emozioni in gioco rispetto a specifici eventi, consentendo la ricerca dei significati dell’esperienza.
Nella fase dell’adolescenza, nella vita adulta, nella relazione di coppia, durante la fase della terza età possono verificarsi eventi interni ( mutamenti, conflitti, aspetti irrisolti) ed eventi esterni (malattie, separazioni, lutti, cambiamento o perdita di lavoro, incidenti ecc.) che possono diventare causa di periodi di sofferenza intensa, di fronte alla quale non si è sufficientemente attrezzati.
In tutti questi casi la consulenza psicologica offre un
sostegno ed un aiuto, senza necessariamente doversi spingere a
elaborare nodi profondi che appartengono alla struttura della
personalità, che si è andata conformando già nella prima infanzia.
Il lavoro è sostanzialmente incentrato sul momento presente e su
come l’esperienza attuale può essere integrata nella vita della /delle
persone.
PSICOTERAPIA INDIVIDUALE E DI COPPIA
Qualunque sia la ragione che spinge una persona a iniziare una psicoterapia, sicuramente alla base c’è sempre il riconoscimento di almeno una zona di malessere riguardo alla propria vita e la decisione di voler in qualche modo modificare ciò che ne è la causa.
A volte la presenza di uno o più sintomi disturba in modo
significativo la vita quotidiana della persona, impedendole di svolgere
alcuni compiti e riducendo quindi la sua libertà e la sua espressione.
A volte invece un malessere più generalizzato,
un’insoddisfazione esistenziale o una confusione di intenti ostacolano
la persona nel procedere verso la realizzazione di se stessa in una o
più aree della sua vita.
In ogni caso qualcosa preme, provocando disagio e sofferenza ed è difficile dargli una collocazione ed un significato.
Iniziare un percorso terapeutico significa prima di tutto l’assunzione
di una responsabilità di fronte a se stessi, cosa che già di per sé
rappresenta un primo passo verso la guarigione.
Contemporaneamente è spesso una scelta difficile, costellata da
ripensamenti, da dubbi e da paure : non è facile andare a toccare le
zone ombra, causa di sofferenza, non è facile accettare di mettere in
gioco i propri attuali equilibri e in discussione lati ormai cementati
della propria personalità.
Gli aspetti così terribili che vengono fantasticati sono in
realtà ciò che la persona fa fatica ad accettare di se stessa, ciò che
giudica severamente o che non le è mai stato concesso di vivere, parti
considerate sgradevoli che vengono negate o lati di sè bollati come
disdicevoli che si è preferito dimenticare.
Paradossalmente proprio portare con sé questa scissione è la
causa del malessere e dello squilibrio e paradossalmente solo lasciare
spazio a quelle parti poco amate è la strada per scoprire valide
alternative e per conquistare forme di equilibrio più soddisfacenti.
La psicoterapia è l’opportunità di esplorare territori sconosciuti
riguardo a se stessi con l’aiuto, il sostegno e la guida di un’altra
persona, che garantisce, per così dire, l’equipaggiamento necessario al
viaggio: l’esperienza fatta in prima persona e gli strumenti per
decodificare ciò che accade.
Il terapeuta fornisce la bussola, la mappa,i puntelli, la pila , la corda.
Molte persone temono che la psicoterapia le “riduca” ad uno stato di
dipendenza dallo psicoterapeuta e dalla psicoterapia, come se si
trattasse dell’assunzione costante e sistematica di una droga che
produce assuefazione.
L’obiettivo terapeutico è sempre quello di condurre la persona
ad autosostenersi, a rafforzare se stessa e ad acquisire la reale ( e
non rigida ed illusoria) capacità di stare sulle proprie gambe. Per
raggiungere questo scopo, tutto ciò che riguarda eventuali vissuti di
dipendenza sarà, durante il percorso, materiale di lavoro e di
elaborazione: la persona che soffre di problematiche relative alla
dipendenza, incontrerà, nella sua terapia, questo nodo e, grazie alla
relazione terapeutica, avrà modo di scioglierlo.
Una domanda ricorrente riguarda l’efficacia della psicoterapia: risolverò davvero i miei problemi?
Spesso la persona che inizia un lavoro su di sé vorrebbe dallo
psicoterapeuta la garanzia che gli verrà fornita una soluzione in un
periodo ragionevole di tempo.
Certamente intraprendere un cammino come questo presagisce
forme significative e radicali di trasformazione nelle aree difficili
per cui si richiede aiuto, certamente lo stesso fatto di entrare in
terapia porta con sé benefiche ed immediate conseguenze.
Tuttavia seguire una psicoterapia non è come prendere una
pillola prima o dopo i pasti: perché i reali e profondi problemi di una
persona vengano risolti, è necessario il lavoro e l’impegno della
persona stessa, è necessario che qualcosa in lei desideri davvero
effettuare il passaggio o i passaggi, sapendo che ogni passaggio
comporta la perdita di qualcosa, che si tratti di un’abitudine, di una
comodità, di una credenza o di qualsiasi altra cosa ancora.
Questo vale anche per una coppia, che decide di intraprendere un percorso di autoconoscenza e di conoscenza dell’altro, a partire dalle zone di conflitto, di non accettazione, di incomunicabilità e percorrendo un cammino lungo il sentiero delle aspettative , delle delusioni, delle emozioni irrisolte.
L’ORIENTAMENTO PSICOCORPOREO
E’ un indirizzo psicoterapeutico, basato sull’Analisi Bioenergetica d A.Lowen e J. Pierrakos, che si è sviluppato in America negli Anni ‘50 a partire dalle ricerche di W.Reich, a sua volta allievo di Freud.
E' un intervento integrato, in quanto agisce tanto sul piano
psichico e cognitivo, attraverso l'approccio analitico, quanto su
quello somatico, tramite l'utilizzo di specifici interventi corporei.
Parte infatti dal presupposto che mente e corpo formino un'unità
Nell’Analisi Bioenergetica è possibile effettuare interventi
che partono sia dal corpo, che dalla psiche. Si può cioè utilizzare
tanto il canale verbale che parte dalla mente o da un’emozione conscia
per poi coinvolgere il corpo, quanto il canale che partendo dalla
respirazione, dal movimento e dall’espressione corporea, favorisce
l’emergere di emozioni inconsce che saranno poi rielaborate sul piano
cognitivo, permettendo il raggiungimento di una crescente
consapevolezza.
L’obiettivo del processo terapeutico è comunque quello di
integrare sempre più l’io con il corpo, rispettando e ammorbidendo la
struttura caratteriale, per rafforzare piuttosto le risorse vitali a
disposizione della persona e ristabilire una circolazione più
equilibrata dei suoi diversi aspetti psichici e somatici.
La psicoterapia bioenergetica può fermarsi alla risoluzione del
sintomo, se questo è l’obiettivo che si pone di raggiungere la persona.
Lavorando con i processi corporei del respiro e dell’espressione
delle emozioni, può tuttavia accedere a livelli molto profondi ,
mettendo in contatto il paziente con i bisogni che sono stati negati e
dimenticati e con le proprie ferite emozionali antiche.
L’intervento terapeutico segue passo passo lo stato corporeo,
emotivo , cognitivo e spirituale della singola persona, cercando nel
rispetto dei tempi-ritmi e delle fasi personali, movimenti espressivi
atti a sbloccare l’energia trattenuta e aiutando l’autoaffermazione, il
riconoscimento e l’espressione delle proprie verità, la fiducia nel
proprio corpo e nella relazione, il contatto con il proprio nucleo più
autentico.
Per approfondimenti:
www.sandrapierpaoli.com